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venerdì 22 novembre 2013

In memoria di Luca, in memoria di 16.

...Soprattutto, non è colpa della natura. Chi non dimostra amore per la sua terra e specula continuamente in nome del dio danaro merita pene infernali. Certa classe politica andrebbe esonerata, mandata a spietrare, a rifare le massicciate delle strade tirate su con troppa sabbia e poche pietre. E’ tempo di arrotare le dentiere e muovere verso la Bastiglia, la misura è colma. Michele Licheri

giovedì 19 settembre 2013

Omaggio a Carlo Fruttero

Nel dubbio, togli. Togli sempre. Cominciando dagli aggettivi. Carlo Fruttero

Carlo Fruttero, torinese, è stato uno scrittore italiano, famosi i suoi romanzi a quattro mani con Franco Lucentini, il più conosciuto: A che punto è la notte. Ho imparato a conoscerlo grazie alla trasmissione televisiva "Che Tempo che Fa" di Fabio Fazio, dove ogni suo intervento, a dispetto dell'età, erano brillanti, attuali e mai scontati. Uno dei miei tanti "biglietti volanti" sparsi per la casa è la massima del giorno, non l'ho ancora fatta mia, ma prima o poi riuscirò anch'io ad essere essenziale nel sintetico. Oggi avrebbe festeggiato il compleanno così mi sono regalato una ricerca nel web e la lettura di qualche suo brano e articolo che parla di lui, Gramellini lo celebrò così: Mi ha insegnato la leggerezza



Signor Fruttero chissà dove si trova ora, sarà su quella nuvola? Le faccio i miei auguri con un piatto tipico piemontese che sicuramente apprezzerà: peperoni in bagna caoda, pane e il classico bicchiere di vino alla sua!



Spiace farlo, ma le chiedo un favore se incontra Enrica e Renzo, li abbracci, non dica nulla, loro lo sanno.

giovedì 22 agosto 2013

La meta del viaggio è il viaggio stesso

Il senso della ricerca sta nel cammino fatto e non nella meta, il fine del viaggiare è il viaggiare stesso e non l’arrivare. Tiziano Terzani

Tramonto a Magomadas (OR)
La corsa è introspezione e in una delle mie corse lente rigeneranti il ragionamento filava e ad avvalorare la mia interpretazione di questo mio momento sportivo, una delle tante chiacchierate notturno lavorative con Daniele, coppia fissa nelle ultime notti alessandrine. Raccontare a qualcuno quel che si è pensato a volte dà una dimensione diversa, come se il suono della voce modifichi la validità del pensiero o, come in questo, accresca la convinzione del ragionamento.
Il prologo è durato fin troppo. Porsi un obiettivo ha senso? Sì, ce l’ha eccome, per chi come me ha la competizione marchiata a fuoco nel DNA, non ci si può esimere dal fissare un traguardo da raggiungere, senza, verrebbe meno lo stimolo per allenarsi, per ricucirsi una spazio durante la giornata quando parrebbe non esserci o quando la stanchezza o la semplice pigrizia consiglierebbe di starsene in casa o in giardino con un bel bicchiere di vino rosso e La Stampa da sfogliare placidamente. Ma quale obiettivo e come sceglierlo?!