Non
importa chi sia e nemmeno come si chiami, quel che rappresenta invece è la
sostanza. Nel mio sentire è l’archetipo della bellezza femminile sarda: minuta,
dal viso tondo e olivastro, i capelli scuri, lunghi, lisci e gli occhi, ah gli
occhi! Il vero tratto distintivo. Profondi, ossidiani per tinta e forgia,
sinceri che donano allo sguardo una finestra sui pensieri, sulla Sardegna,
quella reale, lontana dall’immaginario collettivo, ma per questo, per noi, per
me, continentale emigrato di ritorno, significano la malinconia, quel senso costante
di nostalgia, imperitura.