Era il 27 luglio e Pietro Maria Fiori, classe 1991, neo tesserato per la Runaway Milano scriveva questo:
Poco tempo fa ho iniziato a correre. Ancora meno a farlo in montagna.
Quello che è nato un po’ per gioco sta diventando qualcosa di molto più grande: una passione che mi spinge a mettermi alla prova sui sentieri, affrontando salite, fatica e chilometri immerso nelle montagne.
Una cosa che, fino a poco tempo fa, avrei definito pura follia.
Eppure c’è qualcosa di incredibilmente appagante nel tagliare il traguardo dopo aver dato tutto. C’è il tifo delle persone che vengono a vedere queste sfide, l’amico che decide di condividere con te questa nuova avventura, chi corre con te e condivide ogni singolo centimetro di sofferenza fino all’arrivo, dove ci si ritrova con un sorriso enorme.
È stato davvero un piacere aver partecipato alla VUT di quest’anno. Un’esperienza che mi lascia tanta voglia di continuare, esplorare e alzare un po’ l’asticella.
Ora si pensa già al prossimo traguardo: primo obiettivo, aumentare i chilometri.
Dai dai dai! ⛰️💪
L'entusiasmo di Pietro è lo stesso di tutti noi, quando per la prima volta o all'inizio delle nostre avventure podistiche, abbiamo provato l'ebrezza della corsa che siano sentieri, la strada e tutte le sfumature del mondo del podismo.
Ogni pensiero, speranza ed ogni sogno e si è spento ieri nel nord del Piemonte in una baita isolata nei pascoli intorno all’Alpe Devero, nell'Ossola, nel territorio comunale di Baceno. Pietro si trovava lì come volontario dell’associazione “Pastur” in supporto ai margari della zona e nella notte, a causa di una probabile intossicazione di monossido di carbonio, ha perso la vita ed una diciannovenne è in gravissime condizioni.
L'abbraccio alla famiglia di Pietro e il forza come incoraggiamento da tutti noi alla giovane

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