Mi gira la testa. L'omicidio femminicidio di Loredana, l'omicida Silvio Gambetta. I giornali nazionali che si occupano di loro, di noi che li conoscevamo. I contenitori pomeridiani delle tv nazionali che vogliono sapere. Testimonianze su testimonianze. Chi dice o scrive sui social che se lo aspettava che lo sapeva ed io mi domando. Ma non vi sentite responsabili se sapevate quel che dite di sapere e non l'avete aiutata attivando una rete di protezione tra le forze dell'ordine e le associazioni che aiutano le donne? E non vi sentite a disagio se non sapevate e dite di sapere solo per essere protagonisti?
Che la nostra comunità sia scossa è evidente. Sia quella sportiva che quella di gente comune che conosceva Loredana o che, anche senza conoscerla, è ancora in grado, fortunatamente, di indignarsi di fronte "al male" ed esserne profondamente toccato.
Mi gira la testa per un qualcosa di violentemente inaspettato, per la voglia di apparire di chi parla senza sapere davvero, per un'attenzione morbosa che diventa invadente, scomposta e mi gira ancora di più la testa di chi a violenza aggiunge violenza (verbale) innescando un vortice senza fine di rabbia. Ci sono tante vittime in questa storia (Loredana, la figlia e tutti quelli che le volevano bene) e c'è un carnefice; a quest'ultimo ci pensa e penserà la Giustizia, a noi il compito di lasciarlo andare nell'oblio dei nostri pensieri.
Cosa possiamo fare? Unirci nei gesti simbolici come quello proposto da Matteo Reposi di partecipare alle gare con un fiocco rosso, vivere il minuto di silenzio sui campi gara che lo adotteranno con l'intensità dovuta e di partecipare alle iniziative in programma in memoria di Loredana come quella organizzata dal Club per l'Unesco di Vignale Monferrato.
Venerdì 24 aprile infatti si camminerà a Vignale in una fiaccolata silenziosa a partire dalle 20.30 in piazza del Popolo. Portate una candela, un qualcosa per illuminare queste giornate buie e poi? E poi, quando l'attenzione verrà meno ricordiamoci di Loredana, ma soprattutto sosteniamo le associazioni come Me.dea che ogni giorno, anche senza il clamore dell'attualità, lavorano senza sosta per aiutare le donne in difficoltà.
Foto di copertina di Alberto Maffiotti


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