venerdì 5 dicembre 2025

Le 100 maratone in 48 paesi di Daniela Gallia! Le intervista con il rilancio per la statistica.

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Thailandia chiama il Monferrato. Bio Correndo risponde. Ieri pomeriggio, almeno per l'Italia, è arrivato un messaggio su whatsapp, ma non è uno dei tanti lavorativi o conviviali; è Daniela Gallia, la portacolori della Verdenero che aderendo ad un nostro invito ci informa di aver raggiunto le 100 maratone! Una tripla cifra che va celebrata con una chiacchierata. 

17.30 a casa Bio Correndo ed in Thailandia?

Qui sono le 23.30 e stavo per andare a dormire. La voce è sempre quella energica che racconta di chi mette entusiasmo in ciò che fa. 

Raccontami dove siete, che stagione è lì?

Siamo a Khao Lak, un bel posto per un periodo di vacanza e qui, in questo momento, c'è il picco del turismo stagionale.

100 maratone, un traguardo importante. Qual è stata la prima? 

La 1^? 04.04.04, 4 aprile 2004 (interessante lo 04 che si ripete tre volte) a Parigi. Con Enzo (Torti, il marito runner anche lui) abbiamo deciso insieme di correre come prima una maratona "grande" ed anche qui abbiamo privilegiato l'aspetto del viaggio.

Domanda alla Marzullo. E' il viaggio che decide la maratona o la maratona che sceglie la destinazione?

Giriamo il mondo seguendo la nostra passione. Viaggiamo, scopriamo posti nuovi e nel contempo corriamo una maratona. Ho corso 100 maratone in 48 paesi differenti, c'è un sito www.countrymarathonclub.com che per farne parte bisogna aver corso in almeno 30 paesi diversi, noi ci siamo e si possono vedere tutte le nostre maratone corse. Enzo? Ne ha corse 112.

C'è qualche storia curiosa, qualche maratona che per motivi diversi ricordi con più emozione o per i ricordi che porti con te?

Ho corso una decina di maratone negli Stati Uniti, certamente New York, Boston e Chicago sono le più famose, ma meritano anche Sant'Antonio, Route 66 in Oklahoma e quando abbiamo corso a Philadelphia, ma non lo sapevamo, era il ventennale dall'uscita del film di Rocky e ci hanno fatto correre sulla celeberrima scalinata con anche l'iconica colonna sonora.

Abbiamo anche corso alle Isole Svalbard (cercatele su google per vedere quanto siano a nord e quanto sia distante da... tutto!) nel mese di giugno. Lì non puoi morire. Ovviamente non è "vietato" morire alle Svalbard in senso stretto, ma è proibito essere sepolti lì a causa del permafrost, il terreno ghiacciato che impedisce la decomposizione dei corpi cosicchè gli eventuali virus restano intatti nei corpi sepolti. Di conseguenza, chi muore alle Svalbard deve essere trasferito sulla terraferma norvegese per la sepoltura. Abbiamo anche abbiamo visitato un insediamento russo al 78° parallelo.

Sì, ma in un posto così dove si corre? 

La maratona si è corsa a Longyearbyen su un tracciato di 2 giri. Dimenticavo, le persone, ma anche i volontari sul percorso, girano con i fucili e le pistole per difendersi dagli orsi bianchi, hanno fame anche loro; nei supermercati ci sono dei contenitori appositi per depositare le armi. Ci sono però anche tantissimi giovani per gli istituti di ricerca li presenti; tra l'altro abbiamo anche incontrato dei ragazzi italiani.

Luoghi più vacanzieri nel senso classico?

Ah sì, abbiamo corso le maratone ai Caraibi alle Isole Barbados ed in Giamaica; a settembre 2014 sono andata in pensione con opzione donna e a dicembre, per festeggiare, siamo andati alle Hawaii e abbiamo corso la maratona di Honolulu; come sempre con il binomio maratona - vacanze e scoperta di posti nuovi. Caratteristiche anche le isole della Manica.

Situazioni invece pericolose?

No, pericolose no; però su iniziativa di un amico abbiamo però corso una maratona in Kossovo, lì non si vedeva altro che i mezzi della KFOR (la missione attiva della Nato dal 1999).

100 maratone sono davvero tante e direi che non avete iniziato con la pensione.

No, infatti. Fino a che lavoravamo erano 1 - 2 - 3 l'anno al massimo, poi il tempo è stata dalla nostra per programmare maratone e viaggi con continuità.

Ci sarebbe da scrivere un libro sulle tante storie che avete vissuto in questi 21 anni di maratone. Le Major le avete corse tutte, tu hai concluso la 100^ maratona. Ed ora? Qual è il prossimo obiettivo statistico?
 
Ovviamente arrivare a correre una maratona in 50 paesi diversi. Nel mirino la 42,195 km di Muscat nell'Oman e visto che nel 2026 compirò 70 anni, l'idea è di andare a correre una maratona alle Maldive, un bel regalo di compleanno.

Un ultimo pensiero, un trade union dei viaggi?

La lingua, noi parliamo sia il francese che l'inglese, ma è l'inglese la lingua universale; in ogni luogo c'è sempre il modo di comunicare con quella lingua e poi l'accoglienza della gente. Nei posti più lontani dall'Italia c'è sempre molto stupore nel sapere che noi arriviamo, per loro, dall'altra parte del mondo e la gente locale è sempre molto disponibile e accogliente con noi, forse anche un po' di più non essendo più giovanotti.

La chiacchierata è stata arricchente per chi scrive, tante piccole grandi storie di vita vissuta, ma nel frattempo è scoccata la mezzanotte in Thailandia ed è ora di dare la buonanotte a Daniela ed Enzo e quando leggeranno queste parole ci sarà una domanda. Mi adottate?

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