domenica 28 gennaio 2024

Jannik Sinner vince in rimonta l'Australian Open! Che vittoria, che campione!

Jannik Sinner vince in rimonta l'Australian Open! Che vittoria, che campione!
E' Sinner mania! Il tennista italiano con il suo sorriso sincero mette il buon umore e regala attimi di entusiasmo, ma soprattutto, di un impagabile svago e distrazione dalla fatiche quotidiane.

I suoi successi connessi alla giovane età e ad un viso che trasmette serenità sono un mix esplosivo che lo rendono unico, ma soprattutto fanno avvicinare al tennis anche che abitualmente è distante da quel mondo, ma non solo, riesce anche in chi, appassionato di sport, ma non delle racchette, a fissare la sveglia in piena notte per seguire le partite diurne dall'altra parte del mondo, ma notturne in Italia.

Chi ha qualche anno in più e i capelli bianchi che iniziano ad essere superiori a quelli scuri, si ricorderà il Moro di Venezia, Luna Rossa, erano i primi anni 90 e si mettevano le sveglie notturne per seguire le gare di vela maneggiando "cazza la randa" con la stessa sicurezza di "cross e incornata". Il potere evocativo dei vincenti è proprio questo.

Chi scrive è rimasto fermo proprio a metà degli anni 90 quando sui canali della Rai passava il tennis nei pomeriggi del Roland Garros e degli Internazionali d'Italia con l'esuberanza alla telecronaca di Giampiero Galeazzi o a quella aulica e indimenticabile di Rino Tommasi in duo con Gianni Clerici (quanto mi mancano gli articoli su Repubblica di Clerici!). Momenti che hanno la patina ingiallita dal tempo trascorso ed anche quello malinconico di personaggi lontani nel tempo, ma anche di un'Italia del tennis che viveva ancora nel ricordo di Panatta e di quella generazione vincente negli anni 70. 

Di acqua sotto i ponti ne è passata davvero tanta. La paytv innanzitutto che ha diviso i fruitori tra servizio gratuito e a pagamento, ma soprattutto la nascita il 16 agosto 2001 di un campione straordinario dal nome Jannik Sinner. L'Italia del tennis non è più il prima e il dopo Adriano Panatta, ma prima e dopo Sinner.

La Coppa Davis vinta in Spagna contro l'Australia il definitivo sdoganamento nel tennis anche nelle chiacchiere da bar, non solo nelle tv accese degli italiani a seguire le vicende degli azzurri.

L'Australia è al centro anche di queste giornate, in questo caso per una tappa dello slam dove l'azzurro è arrivato fino ai quarti di finale senza perdere nemmeno un set. Stesso filone anche ai quarti 3 set a 0 al nr. 5 del mondo Andrej Rublëv, In semifinale la sfida è con il nr. 1 al mondo, ma Novak Djokovic è annichilito in un 3 a 1 che ha lasciato il serbo, in conferenza stampa, la sola possibilità che dire che è stato migliore di lui in tutte le fasi e sezioni dell'incontro.

E' di poco fa la conclusione del torneo. Davanti a lui il russo Daniil Medvedev che arriva da una rimonta pazzesca in semifinale dove aveva battuto il tedesco Zverev per 3 set a 2, ma da un parziale di 2 a zero per il tedesco. Oggi la storia si è ripetuta in pieno stile cinematografico. Pronti via e Sinner è sotto 2 a 0. 3 - 6 / 3 - 6. Ma quando sembra tutto finito, quando ormai si sente la voce di Dan Peterson che dice "Mamma butta giù la pasta" ecco che il bolzanino ritrova il bandolo della matassa e sale in cattedra, il colpo di reni che sembra essere solo questione dei film americani, quando il protagonista è ormai in ginocchio, sconfitto senza possibilità di replica ecco che improvvisamente c'è un risveglio, un sussulto che diventa onda prima, marea poi. 6 - 3 / 6 - 3 / 6 - 4. Vince Sinner in 3h45' di una battaglia straordinaria che ci ricorderemo a lungo, ma soprattutto con la convinzione che questa prima vittoria in uno slam sia solo l'inizio di un'epopea straordinaria di cui noi siamo e saremo testimoni.

Mai un italiano era riuscito nell'impresa di arriva in finale, ma nessun azzurro aveva vinto gli Australian Open, erano quasi 48 anni che un italiano non vinceva un circuito del Grande Slam, oggi è quel giorno, oggi è giorno di Jannik Sinner

Ora sarebbe il momento in cui vorrei vedere le lacrime di gioia di Gianni Clerici, sentire le sue parole che senza retorica avvolgono questo momento e leggere domani mattina scritte con l'entusiasmo necessario, ma con la capacità di analisi unica e meravigliosa.


Foto: Getty Images

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