sabato 26 febbraio 2022

Tornano in pista le sciatrici, ma oggi non c'è gloria per i colori italiani. Sofia Goggia "Non sono in ottime condizioni"

E' passata solo una settimana dalla fine delle Olimpiadi invernali di Pechino. Sembra passata un'eternità ed è il chiaro esempio di quanto la dimensione del tempo non sia un parametro certo ed è tutt'altro che matematico. 

Il tempo è percezione. Un solo evento può spostare l'attenzione sul recente passato e farlo diventare trapassato remoto. Se quanto sta succedendo in Ucraina non vi ha lasciato il segno (ho il timore che possa anche succedere) allora è ancora sottotraccia l'avvenimento cinese a Cinque Cerchi, diversamente la "puzza" di guerra che stiamo vivendo ha impregnato ogni cosa rendendo tutto distante, insulso, con la pregnante sensazione di assurdità che nel 2022 si possa ancora avere una guerra alle porte dell'Europa. L'attacco russo all'Ucraina ha distinto il tempo in un pre e un post. Prima del 24 febbraio è sfumato, dopo è di una nauseante preoccupazione.

La vita e lo sport continuano, fa sorridere il ritardo di 5 minuti del calcio in Italia come segno di protesta contro la guerra, ma i gesti simbolici sono comunque importanti. Si è deciso in modo quasi trasversale di non correre/gareggiare gli eventi in Russia e certamente verranno presi altri provvedimenti, ma intanto si DEVE continuare a vivere, l'unico modo di affrontare chi professa la morte.

Nell'incipit si diceva che è passata solo una settimana dalla fine delle Olimpiadi ed è così, anche se pare strano ed è già il tempo di presentarsi al cancelletto di partenza per gli ultimi eventi di Coppa del Mondo. Le 17 medaglie conquistate a Beijing 2022 hanno lasciato in dote anche le polemiche. Quella di Arianna Fontana e la querelle infinita fra Sogia Goggia e Federica Brignone con la mamma di quest'ultima a metterci il carico da 90; il tutto ha portato al BASTA della FISI richiamando tutti all'ordine per vivere lo sport e gli sport invernali per quello che sono. Un meraviglioso modo per sfidarsi e dare il meglio di se.

A Crans Montana in Svizzera la ripresa delle ostilità sportive nello sci alpino, proprio nella discesa dove la più grande interprete attuale è italiana e si chiama Sofia Goggia che però oggi non è in giornata, lo aveva annunciato prima di partire ai microfoni Rai "Non sono in ottime condizioni, il rientro dalla Cina è stato impegnativo. L'obiettivo è difendere il pettorale rosso da Corinne Suter". Pettorale che indica la 1^ della classe stagionale nella specialità.

Sofia oggi termina in 12^ posizione, la migliore delle italiane, ma lontana dai crono delle posizioni che contano, alle spalle anche della rivale Suter, ma non dovrebbe incidere sulla classifica generale. 

Una discesa no per tutte le Azzurre, senza particolari errori, ma tutte lontane dalle prime posizioni, 14^ Elena Curtoni, 16^ Nadia Delago, 17^ Federica Brignone, queste le posizioni nella top 20. 

Sentite ai microfoni Rai, le italiane sembrano quasi incredule. Elena Curtoni, non si spiega la giornata di oggi:" Il feeling c'è con questa pista, forse ho sbagliato a provare a spingere, penso di poter far meglio domani".  Meno ottimista Sofia Goggia: "Da quando sono arrivata a Crans Montana non mi sono mai sentita bene. Ieri nelle prove ho sbagliato tanto. Bisogna mettere in conto che si può perdere". 

Ottima prova della ceca Ester Ledecka che dopo la sua discesa in 1:30.17 mantiene fermamente la prima posizione. 

La classifica delle prime 10 posizioni

1 LEDECKA Ester CZE 1:30.17
2 MOWINCKEL Ragnhild NOR 1:30.38 +0.21
3 HUETTER Cornelia AUT 1:30.59 +0.42
4 NUFER Priska SUI 1:30.98 +0.81
5 PUCHNER Mirjam AUT 1:31.15 +0.98
6 HAEHLEN Joana SUI 1:31.28 +1.11
7 GISIN Michelle SUI 1:31.29 +1.12
8 GAGNON Marie-Michele CAN 1:31.36 +1.19
9 TIPPLER Tamara AUT 1:31.37 +1.20
10 SUTER Corinne SUI 1:31.39 +1.22


Le italiane:

12 GOGGIA Sofia ITA 1:31.64 +1.47
14 DELAGO Nadia ITA 1:31.74 +1.57
16 CURTONI Elena ITA 1:31.76 +1.59
17 BRIGNONE Federica ITA 1:31.99 +1.82
19 DELAGO Nicol ITA 1:32.23 +2.06
28 MARSAGLIA Francesca ITA 1:33.22 +3.05

1 commento:

  1. È vero. C'è un prima e c'è un dopo. Un prima 24 febbraio 2022 in cui avevamo comunque tutti i segni e ogni ammonimento su quanto sarebbe successo, ma, comprensibilmente e umanamente, "non ci credevamo". Perché la guerra è sempre lontano nel tempo altrove, e forse per un innato senso d autoconservazione, non so. Poi c'è un dopo: fatto di "giorno per giorno" in cui leggiamo i giornali, guardiamo immagini e filmati e ascoltiamo parole suoni e rumori a cui stentiamo a credere, che appartengono al mondo dei nostri incubi...e invece sono reali. E sono vicini. E la sensazione che tutto questo è molto molto vicino e ci riguarda. E la preoccupazione, nebbiosa fredda e insinuante, a cui non sappiamo dare né un tempo né un orizzonte né una forma precisa.
    Cosa ci resta? Il giorno per giorno. Tra cui, tra le altre cose, lo Sport, praticato, vissuto, "sentito", e tutta l'umanità che in esso vive. Ci resta ciò che vive e fa vivere.

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